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domenica 26 agosto 2007

correzione al post di ieri e aggiunte

Diciamo che ieri ero ancora troppo ottimista. Diciamo che oggi ho dovuto ripetere 30 volte la connessione. Diciamo che domani è lunedì 27 e ricomincia il trantran e questo favorisce l'annullamento di tutti i benefici di tre settimane di mare.
Detto ciò, diciamo anche che alcune foto della Toscana le trovate sul fido Flikr e diciamo anche che per superare l'ultima domenica di vacanza non ho resistito e mi sono iscritta a Tumbrl. Per ora c'è solo un link a una cosa bellissima citata su chiedilaluna ma col tempo appunterò là tutte le cose interessanti che mi capita di incontrare così le ritroverò tutte vicine a portata di mano.
Per l'intanto, buon lunedì.

martedì 3 luglio 2007

Riparto da Eufemia

Un po' poi mi sono pentita di aver cancellato il vecchio blog. Dice un grande esperto di blog che non andrebbero mai cancellati e forse è vero. Per il poco che c'è dentro c'è dentro comunque una parte di te che vuoi condividere. Allora forse sono stata disfattista e avara. Il fatto è che avevo bisogno di segnare in modo evidente un cambiamento.
Per rimediare riapro questo nuovo spazio con la stessa storia che aveva aperto il vecchio, una storia di scambi e di condivisione che io ho voluto leggere come quel che di bello trovo nei blog: tanti piccoli accampamenti aperti ai viandanti dove scambiarsi frammenti di storie e memorie.

Eufemia
A ottanta miglia incontro al vento di maestro l'uomo raggiunge la città di Eufemia, dove i mercanti di sette nazioni convengono a ogni solstizio ed equinozio. La barca che vi approda con un carico di zenzero e bambagia tornerà a salpare con la stiva colma di pistacchi e semi di papavero, e la carovana che ha appena scaricato sacchi di noce moscata e di zibibbo già affastella i suoi basti per il ritorno con rotoli di mussola dorata. Ma ciò che spinge a risalire fiumi e attraversare deserti per venire fin qui non è solo lo scambio di mercanzie che ritrovi sempre le stesse in tutti bazar dentro e fuori l'impero del Gran Kan, sparpagliate ai tuoi piedi sulle stesse stuoie gialle, all'ombra delle stesse tende scacciamosche, offerte con gli stessi ribassi di prezzo menzogneri. Non solo a vendere e a comprare si viene a Eufemia, ma anche perché la notte accanto ai fuochi tutt'intorno al mercato, seduti sui sacchi o sui barili o sdraiati su mucchi tappeti, a ogni parola che uno dice - come "lupo", "sorella", "tesoro nascosto", "battaglia", "scabbia", "amanti" - gli altri raccontano ognuno la sua storia di lupi, di sorelle, di tesori, di scabbia, di amanti, di battaglie. E tu sai che nel lungo viaggio che ti attende, quando per restare sveglio al dondolio del cammello e della giunca ci si mette a ripensare tutti i propri ricordi a uno a uno, il tuo lupo sarà diventato un altro lupo, tua sorella una sorella diversa, la tua battaglia altre battaglie, al ritorno da Eufemia, la città in cui ci si scambia la memoria a ogni solstizio e a ogni equinozio.
I. Calvino, Le città invisibili, Oscar Mondadori