venerdì 7 settembre 2007

Le mie due prime volte in un colpo solo


Prima volta al balletto prima volta al Regio.
Il balletto
A leggere la locandina, per una profana come me, lo spettacolo sembrava interessante e prometteva bene. Era PUSH di Russel Maliphant, ballerino e coreagrafo, e Sylvie Guillem.
Erano rimasti solo dei posti "a ridotta visibilità" che la ragazza della biglietteria mi ha venduto un po' dispiaciuta dopo che avevo rifiutato di scegliere un balletto alternativo. Meno male che sono una testona e mi sono incaponita! Dal posto assegnato non avrei visto una mazza, in effetti, ma poi qualcuno si è spostato e ho guadagnato una decina di posizioni verso il centro della sala.
A vederlo, PUSH, anche per una profana come me, è esaltante: perfetto e altamente emozionante. Erano in due ma sembravano molti di più, ecco perché la foto, anche se sfocata mi sembra adeguata. Erano di più, in effetti, perché c'erano anche le luci (di Michael Hulls) a moltiplicare i corpi e aggiungere significato ai movimenti e le musiche (di Andy Cowton) a regolare le emozioni. Quattro le coreografie, tutte diverse e tutte molto belle. Le ultime due le più coinvolgenti.
TWO, assolo di Guillem: "una delle più abbaglianti e originali creazioni di Maliphant" un crescendo che esplode "nel finale come un deviscio rotante, con mani e piedi che grazie alle luci di Michael Hulls diventano lingue di fuoco, forma indistinta di luce e movimento. Il corpo della ballerina sembra evaporare nel vortice."
PUSH, passo a due: "Oscillando, lasciando cadere i propri corpi in caduta libera o incrementando l'energia che li lega, i due ballerini sono catturati dell'intimità del loro linguaggio intensamente fisico. C'è qualcosa di ammaliante nella loro lenta e sensuale connessione, come se la coreografia fosse stata scolpita in assenza di gravità."
Avrei voluto che continuasse.
Alla fine, venti minuti di applausi e le loro facce felici che tornavano tante volte a ringraziare il pubblico.
Il teatro
Dopo 13 anni a Torino, ero molto curiosa di vedere il teatro Regio.
Forse non farà fine dire che è brutto, ma a me è parso proprio così: brutto. Rivestito di legno tinto di un rosso che a me ha fatto pensare alle imbarcazioni (stile marinaro ?) abbinato a delle strane decorazioni viola (?); con dei palchetti ridicolmente appesi senza un perché; a condire il tutto, un discreto eco a tratti. Un palco molto profondo seminascosto da una cornice pesante quanto inutile - a meno che lo scopo dichiarato non fosse quello di nascondere il palco.

3 commenti:

Massimo ha detto...

non mi dire così che devo andare a vederlo...

rosacqua ha detto...

:) vivamente consigliato!

Vida ha detto...

Keep up the good work.