martedì 22 marzo 2011
sabato 12 marzo 2011
sabato 11 aprile 2009
venerdì 13 marzo 2009
lunedì 9 marzo 2009
mercoledì 19 novembre 2008
sabato 26 aprile 2008
giovedì 6 dicembre 2007
Che nessuno si azzardi a dire che gli oroscopi sono panzellacchere o fanfaluche.
Questo è il momento.
Questo è il momento ideale per visitare qualche paziente terminale o per fare un giro in un carcere di massima sicurezza, Ariete. Se vuoi sfruttare al massimo le attuali opportunità cosmiche, potresti perfino spingerti fino al parco degli Slum di Americus, in Georgia, un parco a tema che ospita le repliche delle baracche dove vivono milioni di poveri in tutto il mondo: abitazioni con il tetto sfondato, il pavimento in terra battuta e insetti ovunque. In altre parole, ti consiglio di andare a conoscere di persona chi ha problemi molto più seri dei tuoi. Se lo farai in questa fase del tuo viaggio esistenziale, proverai uno shock che ti aiuterà a vincere la tua sfida personale più difficile.
Questo è il momento.
Questo è il momento ideale per visitare qualche paziente terminale o per fare un giro in un carcere di massima sicurezza, Ariete. Se vuoi sfruttare al massimo le attuali opportunità cosmiche, potresti perfino spingerti fino al parco degli Slum di Americus, in Georgia, un parco a tema che ospita le repliche delle baracche dove vivono milioni di poveri in tutto il mondo: abitazioni con il tetto sfondato, il pavimento in terra battuta e insetti ovunque. In altre parole, ti consiglio di andare a conoscere di persona chi ha problemi molto più seri dei tuoi. Se lo farai in questa fase del tuo viaggio esistenziale, proverai uno shock che ti aiuterà a vincere la tua sfida personale più difficile.
lunedì 3 dicembre 2007
Adoro gli stanzini
Da oggi ho un nuovo stanzino.
Più che uno stanzino è un disimpegno con un tavolino (contro il muro), un computerino e un telefono. Di bello c'è che ho un bagno tutto per me giacché nessuno mai entra in quel disimpegno che potrebbe anche essere un antibagno. O un sottoscala.Dopo aver tolto lo strato di nero che ricopriva il tutto e aver agganciato spine e prese non sembrava poi tanto male. C'è anche una porta-finestra.
Cosa voglio di più dal nuovo lavoro?
sabato 1 dicembre 2007
Tirando le somme
Inutile dire che dopo anni di immobilismo le cose cominciano a muoversi tutte insieme. Si sa, anche se non si capisce bene come facciano le cose a sincronizzarsi così bene. Fatto sta che lunedì comincia di nuovo un'altra storia, stavolta meno movimentata del mese e mezzo a scuola appena passato dal quale mi sto riprendendo solo ora, o almeno lo voglio sperare.
L'ultimo mese e mezzo, come riassumerlo in poche righe?
Montagne russe di emozioni contrastanti e qualche contrasto.
Nell'ultimo anno, anzi due, ho fatto un lavoro solitario con pochissimi incontri e poche chiacchiere; fai quel che devi e te ne vai. Noiosissimo. Sì, avevo proprio bisogno di una "botta di vita" ed ero felice all'inizio della vivacità dei 21 tredicenni. Col passare delle settimane anche le mie corde vocali si sono rafforzate e riuscivo persino a sentire la mia voce, un niente perso nel caos dei tredici anni. Mi sono anche divertita e ho ripassato un po' di cose che chi se le ricordava più; ho sentito una quantità tale di bugie e di fraintendimenti che nemmeno immaginavo fosse possibile concepire tutti insieme, e questo non solo tra i tredicenni: ho trovato molto interessanti le stranissime dinamiche da sala insegnanti e strepitose alcune uscite da consiglio di classe. Per non parlare dell'incontro con i genitori che mi sono dovuta fare da sola la seconda settimana essendo, non so per quale strana legge di quella scuola, la coordinatrice del consiglio di classe; un gentile omaggio all'ultimo venuto dei colleghi "anziani", credo.
In sintesi, l'idea che mi sono fatta della scuola media, dovrei dire di quella scuola, è: un caos, 'na baraonda dove principalmente decidono i ragazzini (cosa fare, quando fare, quanto fare etc.) sostenuti dai genitori (in molti casi) e dalla scuola stessa.
Fortuna che durante le montagne russe sono stata chiamata dal concorsone fatto lo scorso anno e la parentesi scolastica si è conclusa. Altrimenti non credo che avrei retto per molti mesi: tra scuola e lavoretto noioso pomeridiano conservare il mio già precario equilibrio psicofisico stava diventando dura.
Quando la segretaria mi ha chiamato per dirmi che aveva trovato una supplente io ho saltato di sollievo; chissà i ragazzini quando non mi hanno vista arrivare il lunedì dopo? Magari festeggiano ancora eppure un po', ma solo un po', mi mancano, loro. Non la scuola.
L'ultimo mese e mezzo, come riassumerlo in poche righe?
Montagne russe di emozioni contrastanti e qualche contrasto.
Nell'ultimo anno, anzi due, ho fatto un lavoro solitario con pochissimi incontri e poche chiacchiere; fai quel che devi e te ne vai. Noiosissimo. Sì, avevo proprio bisogno di una "botta di vita" ed ero felice all'inizio della vivacità dei 21 tredicenni. Col passare delle settimane anche le mie corde vocali si sono rafforzate e riuscivo persino a sentire la mia voce, un niente perso nel caos dei tredici anni. Mi sono anche divertita e ho ripassato un po' di cose che chi se le ricordava più; ho sentito una quantità tale di bugie e di fraintendimenti che nemmeno immaginavo fosse possibile concepire tutti insieme, e questo non solo tra i tredicenni: ho trovato molto interessanti le stranissime dinamiche da sala insegnanti e strepitose alcune uscite da consiglio di classe. Per non parlare dell'incontro con i genitori che mi sono dovuta fare da sola la seconda settimana essendo, non so per quale strana legge di quella scuola, la coordinatrice del consiglio di classe; un gentile omaggio all'ultimo venuto dei colleghi "anziani", credo.
In sintesi, l'idea che mi sono fatta della scuola media, dovrei dire di quella scuola, è: un caos, 'na baraonda dove principalmente decidono i ragazzini (cosa fare, quando fare, quanto fare etc.) sostenuti dai genitori (in molti casi) e dalla scuola stessa.
Fortuna che durante le montagne russe sono stata chiamata dal concorsone fatto lo scorso anno e la parentesi scolastica si è conclusa. Altrimenti non credo che avrei retto per molti mesi: tra scuola e lavoretto noioso pomeridiano conservare il mio già precario equilibrio psicofisico stava diventando dura.
Quando la segretaria mi ha chiamato per dirmi che aveva trovato una supplente io ho saltato di sollievo; chissà i ragazzini quando non mi hanno vista arrivare il lunedì dopo? Magari festeggiano ancora eppure un po', ma solo un po', mi mancano, loro. Non la scuola.
mercoledì 7 novembre 2007
scorcio bolognese mattutino alla fermata dell'autobus
domenica 4 novembre 2007
sabato 6 ottobre 2007
metamorfosi
E che fatica le buone notizie! E' bastata una telefonata, due minuti di conversazione, una sana scarica di gioia ed entusiasmo e... caput, sono senza più forze.Non c'ero più abituata alle emozioni forti.
I "migliori saluti" sono arrivati al momento giusto e ho due giorni per diventare una
supplente di italiano
Poi vi dirò quando smettere di chiamarmi prof.
Magari proprio lunedì mattina.
Allora capirò che mi hanno solo offerto un acido (metaforico) e che non se ne fa più nulla. Per adesso è quello che mi ci voleva, è un viaggio che volevo fare da molto.
La trasformazione è in atto.
1) scaricarsi i programmi ministeriali. Fatto
2) acquistare un testo di terza media per arrivare al pratico. Fatto
3) telefonare all'amica che già insegna e farsi dare due dritte. Fatto
4) levarsi l'aspetto da semidisoccupata mezzo rinco acquisito nell'ultimo mese (urge parrucchiere, crema antiborse oculari, nuove lenti anti occhiosecco e crepato da troppo video). In corso.
5) stirare i circa 30 kg di indumenti ammucchiati sull'asse. Da fare
6) decidere cosa fare esattamente il primo giorno. In corso.
7) fare il pieno alla macchina per raggiungere l'adorata prima scuola che mi chiama. Fatto
8) riprendere una corretta alternanza sonno-veglia per svegliarsi pimpante e piena di forze alle 7.00 antimeridiane. La più difficile, ma quasi in corso.
9) assumere un piglio risoluto per non farsi decimare dall'orda preadolescenziale.
10) sacrificare qualche mosca al dio della sfiga per evitare che le introvabili due della graduatoria appaiano all'improvviso. Da fare assolutamente.
giovedì 4 ottobre 2007
Torino cammina con loro-l'urgenza della libertà
fonte: blogosfere culturaTAM TAM PER LA PACE IN BIRMANIA E NEL MONDO
Domenica 7 Ottobre 2007 alle ore 17 Piazza Castello(in caso di pioggia i portici davanti al Regio)
Vi invitiamo tutti a partecipare al Sitting per la pace e la solidarietà alla Birmania. Per l'occasione indossare o portare un indumento di colore rosso. Ciò che succede in Birmania e non solo, è l'espressione dei danni della strumentalizzazione dell'uomo e la perdita del senso del suo valore ultimo.
Quando un uomo diventa una marionetta da istruire, sfruttare, macellare come strumento di guerra, allora la “società” è di gran lunga più importante dell'individuo. Le guerre non sono altro che l'espressione di proiezioni esterne dell' AVIDITA', dell' INVIDIA e dell' IGNORANZA dell'uomo, veleni questi che producono processi conflittuali di potere che possono solo condurre il mondo al Caos ed alla Guerra, se invece la “società” esiste per l'individuo, allora la funzione della società non è costringerlo a conformarsi ad un qualunque schema ma, dargli il senso, l'urgenza della libertà.
Diciamo Basta alla dittatura in Birmania, alle guerre nel mondo! Libertà per gli uomini di tutto il mondo dal giogo dell'Ignoranza, dell'Avidità, dell'Invidia. Questa manifestazione è indetta dai gruppi di Meditazione Buddhista del Piemonte, l'invito è rivolto a tutti gli esseri sensibili.
Per informazioni tel. A: Dojo “ il cerchio vuoto ” 333 5218111/ 3397022355 Dojo Zenshin 3472689306
Domenica 7 Ottobre 2007 alle ore 17 Piazza Castello(in caso di pioggia i portici davanti al Regio)
Vi invitiamo tutti a partecipare al Sitting per la pace e la solidarietà alla Birmania. Per l'occasione indossare o portare un indumento di colore rosso. Ciò che succede in Birmania e non solo, è l'espressione dei danni della strumentalizzazione dell'uomo e la perdita del senso del suo valore ultimo.
Quando un uomo diventa una marionetta da istruire, sfruttare, macellare come strumento di guerra, allora la “società” è di gran lunga più importante dell'individuo. Le guerre non sono altro che l'espressione di proiezioni esterne dell' AVIDITA', dell' INVIDIA e dell' IGNORANZA dell'uomo, veleni questi che producono processi conflittuali di potere che possono solo condurre il mondo al Caos ed alla Guerra, se invece la “società” esiste per l'individuo, allora la funzione della società non è costringerlo a conformarsi ad un qualunque schema ma, dargli il senso, l'urgenza della libertà.
Diciamo Basta alla dittatura in Birmania, alle guerre nel mondo! Libertà per gli uomini di tutto il mondo dal giogo dell'Ignoranza, dell'Avidità, dell'Invidia. Questa manifestazione è indetta dai gruppi di Meditazione Buddhista del Piemonte, l'invito è rivolto a tutti gli esseri sensibili.
Per informazioni tel. A: Dojo “ il cerchio vuoto ” 333 5218111/ 3397022355 Dojo Zenshin 3472689306
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mercoledì 3 ottobre 2007
Con i migliori saluti
Sempre meglio dei triti saluti cordiali. Ma che vuol dire saluti migliori?
Ormai ho stampato.
Firma.
Allega gli allegati.
Incolla il francobollo.
Fai ripartire questa lieve speranza.
Stavolta un po' più convinta.
E pazienza se ogni volta ritornano le parole della poetessa:
Ormai ho stampato.
Firma.
Allega gli allegati.
Incolla il francobollo.
Fai ripartire questa lieve speranza.
Stavolta un po' più convinta.
E pazienza se ogni volta ritornano le parole della poetessa:
E' d'obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
E ricordi incerti in date fisse.
Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
E ti evitassi.
Sorvola su, cani gatti e uccelli,
Sorvola su, cani gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.
Meglio il numero di scarpa,
che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Scrivere un curriculum , Wislawa Szymborska
martedì 25 settembre 2007
Buone intenzioni
Avevo intenzione di appuntare qui le mie ultime avventure da lettrice e parlare di Anna Karenina (ipnotico, ma, sorpresa: non è proprio la storia di Anna! anzi secondo me l'attore principale è un uomo) del Club erotico del martedì (divertente!), di Paesi etruschi (un viaggio in chiave antiromana e antifascio, godibilissimo!) e del romanzo Le correzioni (da 5 stelline), di Domani nella battaglia... (non finito per mancata affinità a circa metà libro) ma, detto tra noi, non ho la forza mentale per farlo. Non ora. Lo dico ogni volta che decido di puntellare la mia memoria con delle annotazioni di lettura.
Siccome questa vuole essere una stanzetta personale e possibilmente gradevolmente autoreferenziale non vorrei portarci dentro la dura realtà esterna parlando anche solo di striscio di cronaca. Quindi, solo per chi non ne ha abbastanza, oggi ho appuntato qualche notizia sul mio minibox. Sono notizie buone, di loro, è quello che c'è di implicito che fa schifo.
Trovate anche dei link a cose belle e basta.
Siccome questa vuole essere una stanzetta personale e possibilmente gradevolmente autoreferenziale non vorrei portarci dentro la dura realtà esterna parlando anche solo di striscio di cronaca. Quindi, solo per chi non ne ha abbastanza, oggi ho appuntato qualche notizia sul mio minibox. Sono notizie buone, di loro, è quello che c'è di implicito che fa schifo.
Trovate anche dei link a cose belle e basta.
mercoledì 12 settembre 2007
Cercasi piano B

A 6-7 anni volevo:
cantare nel coro dell'Antoniano; fare la ballerina classica.
Intanto attaccavo adesivi di Heather Parisi sul frigo immacolato.
A 13 anni, ispirata da Candy Candy, volevo fare l'infermiera. Solo un abbaglio.
Intanto mi apprestavo a iscrivermi a ragioneria e il locale ufficio di collocamento mi classificava "bracciante agricolo".
A 19 anni, col diploma di ragioniere in tasca, volevo fare l'insegnante di italiano.
Intanto rispondevo al telefono e facevo la prima nota.
Capito che la contabilità non faceva per me mi sono iscritta a Lettere. Intanto facevo: la dog-sitter, la donna delle pulizie, la commessa, la segretaria, l'autista, etc.
Presa la laurea mi è parso subito chiaro che per me fare l'insegnante era come fare la ballerina classica: magari in un'altra vita. Se va bene.
Allora ho continuato a fare la segretaria, poi l'apprendista bibliografa, l'aspirante bibliotecaria.
Ma in tutto questo fare sempre quello che non vuoi non ho avuto tempo di preparare un autentico "piano B".
Magari aveva ragione l'ufficio di collocamento ed è giunta l'ora di rivalutare il bracciantato. O di darsi all'ippica, come dicono dalle mie parti.
venerdì 7 settembre 2007
Le mie due prime volte in un colpo solo

Prima volta al balletto prima volta al Regio.
Il balletto
A leggere la locandina, per una profana come me, lo spettacolo sembrava interessante e prometteva bene. Era PUSH di Russel Maliphant, ballerino e coreagrafo, e Sylvie Guillem.
Erano rimasti solo dei posti "a ridotta visibilità" che la ragazza della biglietteria mi ha venduto un po' dispiaciuta dopo che avevo rifiutato di scegliere un balletto alternativo. Meno male che sono una testona e mi sono incaponita! Dal posto assegnato non avrei visto una mazza, in effetti, ma poi qualcuno si è spostato e ho guadagnato una decina di posizioni verso il centro della sala.
A vederlo, PUSH, anche per una profana come me, è esaltante: perfetto e altamente emozionante. Erano in due ma sembravano molti di più, ecco perché la foto, anche se sfocata mi sembra adeguata. Erano di più, in effetti, perché c'erano anche le luci (di Michael Hulls) a moltiplicare i corpi e aggiungere significato ai movimenti e le musiche (di Andy Cowton) a regolare le emozioni. Quattro le coreografie, tutte diverse e tutte molto belle. Le ultime due le più coinvolgenti.
TWO, assolo di Guillem: "una delle più abbaglianti e originali creazioni di Maliphant" un crescendo che esplode "nel finale come un deviscio rotante, con mani e piedi che grazie alle luci di Michael Hulls diventano lingue di fuoco, forma indistinta di luce e movimento. Il corpo della ballerina sembra evaporare nel vortice."
PUSH, passo a due: "Oscillando, lasciando cadere i propri corpi in caduta libera o incrementando l'energia che li lega, i due ballerini sono catturati dell'intimità del loro linguaggio intensamente fisico. C'è qualcosa di ammaliante nella loro lenta e sensuale connessione, come se la coreografia fosse stata scolpita in assenza di gravità."
Avrei voluto che continuasse.
Alla fine, venti minuti di applausi e le loro facce felici che tornavano tante volte a ringraziare il pubblico.
Il teatro
Dopo 13 anni a Torino, ero molto curiosa di vedere il teatro Regio.
Forse non farà fine dire che è brutto, ma a me è parso proprio così: brutto. Rivestito di legno tinto di un rosso che a me ha fatto pensare alle imbarcazioni (stile marinaro ?) abbinato a delle strane decorazioni viola (?); con dei palchetti ridicolmente appesi senza un perché; a condire il tutto, un discreto eco a tratti. Un palco molto profondo seminascosto da una cornice pesante quanto inutile - a meno che lo scopo dichiarato non fosse quello di nascondere il palco.
lunedì 27 agosto 2007
sfocature
domenica 26 agosto 2007
correzione al post di ieri e aggiunte
Diciamo che ieri ero ancora troppo ottimista. Diciamo che oggi ho dovuto ripetere 30 volte la connessione. Diciamo che domani è lunedì 27 e ricomincia il trantran e questo favorisce l'annullamento di tutti i benefici di tre settimane di mare.
Detto ciò, diciamo anche che alcune foto della Toscana le trovate sul fido Flikr e diciamo anche che per superare l'ultima domenica di vacanza non ho resistito e mi sono iscritta a Tumbrl. Per ora c'è solo un link a una cosa bellissima citata su chiedilaluna ma col tempo appunterò là tutte le cose interessanti che mi capita di incontrare così le ritroverò tutte vicine a portata di mano.
Per l'intanto, buon lunedì.
Detto ciò, diciamo anche che alcune foto della Toscana le trovate sul fido Flikr e diciamo anche che per superare l'ultima domenica di vacanza non ho resistito e mi sono iscritta a Tumbrl. Per ora c'è solo un link a una cosa bellissima citata su chiedilaluna ma col tempo appunterò là tutte le cose interessanti che mi capita di incontrare così le ritroverò tutte vicine a portata di mano.
Per l'intanto, buon lunedì.
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