Che nessuno si azzardi a dire che gli oroscopi sono panzellacchere o fanfaluche.
Questo è il momento.
Questo è il momento ideale per visitare qualche paziente terminale o per fare un giro in un carcere di massima sicurezza, Ariete. Se vuoi sfruttare al massimo le attuali opportunità cosmiche, potresti perfino spingerti fino al parco degli Slum di Americus, in Georgia, un parco a tema che ospita le repliche delle baracche dove vivono milioni di poveri in tutto il mondo: abitazioni con il tetto sfondato, il pavimento in terra battuta e insetti ovunque. In altre parole, ti consiglio di andare a conoscere di persona chi ha problemi molto più seri dei tuoi. Se lo farai in questa fase del tuo viaggio esistenziale, proverai uno shock che ti aiuterà a vincere la tua sfida personale più difficile.
giovedì 6 dicembre 2007
lunedì 3 dicembre 2007
Adoro gli stanzini
Da oggi ho un nuovo stanzino.
Più che uno stanzino è un disimpegno con un tavolino (contro il muro), un computerino e un telefono. Di bello c'è che ho un bagno tutto per me giacché nessuno mai entra in quel disimpegno che potrebbe anche essere un antibagno. O un sottoscala.Dopo aver tolto lo strato di nero che ricopriva il tutto e aver agganciato spine e prese non sembrava poi tanto male. C'è anche una porta-finestra.
Cosa voglio di più dal nuovo lavoro?
sabato 1 dicembre 2007
Tirando le somme
Inutile dire che dopo anni di immobilismo le cose cominciano a muoversi tutte insieme. Si sa, anche se non si capisce bene come facciano le cose a sincronizzarsi così bene. Fatto sta che lunedì comincia di nuovo un'altra storia, stavolta meno movimentata del mese e mezzo a scuola appena passato dal quale mi sto riprendendo solo ora, o almeno lo voglio sperare.
L'ultimo mese e mezzo, come riassumerlo in poche righe?
Montagne russe di emozioni contrastanti e qualche contrasto.
Nell'ultimo anno, anzi due, ho fatto un lavoro solitario con pochissimi incontri e poche chiacchiere; fai quel che devi e te ne vai. Noiosissimo. Sì, avevo proprio bisogno di una "botta di vita" ed ero felice all'inizio della vivacità dei 21 tredicenni. Col passare delle settimane anche le mie corde vocali si sono rafforzate e riuscivo persino a sentire la mia voce, un niente perso nel caos dei tredici anni. Mi sono anche divertita e ho ripassato un po' di cose che chi se le ricordava più; ho sentito una quantità tale di bugie e di fraintendimenti che nemmeno immaginavo fosse possibile concepire tutti insieme, e questo non solo tra i tredicenni: ho trovato molto interessanti le stranissime dinamiche da sala insegnanti e strepitose alcune uscite da consiglio di classe. Per non parlare dell'incontro con i genitori che mi sono dovuta fare da sola la seconda settimana essendo, non so per quale strana legge di quella scuola, la coordinatrice del consiglio di classe; un gentile omaggio all'ultimo venuto dei colleghi "anziani", credo.
In sintesi, l'idea che mi sono fatta della scuola media, dovrei dire di quella scuola, è: un caos, 'na baraonda dove principalmente decidono i ragazzini (cosa fare, quando fare, quanto fare etc.) sostenuti dai genitori (in molti casi) e dalla scuola stessa.
Fortuna che durante le montagne russe sono stata chiamata dal concorsone fatto lo scorso anno e la parentesi scolastica si è conclusa. Altrimenti non credo che avrei retto per molti mesi: tra scuola e lavoretto noioso pomeridiano conservare il mio già precario equilibrio psicofisico stava diventando dura.
Quando la segretaria mi ha chiamato per dirmi che aveva trovato una supplente io ho saltato di sollievo; chissà i ragazzini quando non mi hanno vista arrivare il lunedì dopo? Magari festeggiano ancora eppure un po', ma solo un po', mi mancano, loro. Non la scuola.
L'ultimo mese e mezzo, come riassumerlo in poche righe?
Montagne russe di emozioni contrastanti e qualche contrasto.
Nell'ultimo anno, anzi due, ho fatto un lavoro solitario con pochissimi incontri e poche chiacchiere; fai quel che devi e te ne vai. Noiosissimo. Sì, avevo proprio bisogno di una "botta di vita" ed ero felice all'inizio della vivacità dei 21 tredicenni. Col passare delle settimane anche le mie corde vocali si sono rafforzate e riuscivo persino a sentire la mia voce, un niente perso nel caos dei tredici anni. Mi sono anche divertita e ho ripassato un po' di cose che chi se le ricordava più; ho sentito una quantità tale di bugie e di fraintendimenti che nemmeno immaginavo fosse possibile concepire tutti insieme, e questo non solo tra i tredicenni: ho trovato molto interessanti le stranissime dinamiche da sala insegnanti e strepitose alcune uscite da consiglio di classe. Per non parlare dell'incontro con i genitori che mi sono dovuta fare da sola la seconda settimana essendo, non so per quale strana legge di quella scuola, la coordinatrice del consiglio di classe; un gentile omaggio all'ultimo venuto dei colleghi "anziani", credo.
In sintesi, l'idea che mi sono fatta della scuola media, dovrei dire di quella scuola, è: un caos, 'na baraonda dove principalmente decidono i ragazzini (cosa fare, quando fare, quanto fare etc.) sostenuti dai genitori (in molti casi) e dalla scuola stessa.
Fortuna che durante le montagne russe sono stata chiamata dal concorsone fatto lo scorso anno e la parentesi scolastica si è conclusa. Altrimenti non credo che avrei retto per molti mesi: tra scuola e lavoretto noioso pomeridiano conservare il mio già precario equilibrio psicofisico stava diventando dura.
Quando la segretaria mi ha chiamato per dirmi che aveva trovato una supplente io ho saltato di sollievo; chissà i ragazzini quando non mi hanno vista arrivare il lunedì dopo? Magari festeggiano ancora eppure un po', ma solo un po', mi mancano, loro. Non la scuola.
mercoledì 7 novembre 2007
scorcio bolognese mattutino alla fermata dell'autobus
domenica 4 novembre 2007
sabato 6 ottobre 2007
metamorfosi
E che fatica le buone notizie! E' bastata una telefonata, due minuti di conversazione, una sana scarica di gioia ed entusiasmo e... caput, sono senza più forze.Non c'ero più abituata alle emozioni forti.
I "migliori saluti" sono arrivati al momento giusto e ho due giorni per diventare una
supplente di italiano
Poi vi dirò quando smettere di chiamarmi prof.
Magari proprio lunedì mattina.
Allora capirò che mi hanno solo offerto un acido (metaforico) e che non se ne fa più nulla. Per adesso è quello che mi ci voleva, è un viaggio che volevo fare da molto.
La trasformazione è in atto.
1) scaricarsi i programmi ministeriali. Fatto
2) acquistare un testo di terza media per arrivare al pratico. Fatto
3) telefonare all'amica che già insegna e farsi dare due dritte. Fatto
4) levarsi l'aspetto da semidisoccupata mezzo rinco acquisito nell'ultimo mese (urge parrucchiere, crema antiborse oculari, nuove lenti anti occhiosecco e crepato da troppo video). In corso.
5) stirare i circa 30 kg di indumenti ammucchiati sull'asse. Da fare
6) decidere cosa fare esattamente il primo giorno. In corso.
7) fare il pieno alla macchina per raggiungere l'adorata prima scuola che mi chiama. Fatto
8) riprendere una corretta alternanza sonno-veglia per svegliarsi pimpante e piena di forze alle 7.00 antimeridiane. La più difficile, ma quasi in corso.
9) assumere un piglio risoluto per non farsi decimare dall'orda preadolescenziale.
10) sacrificare qualche mosca al dio della sfiga per evitare che le introvabili due della graduatoria appaiano all'improvviso. Da fare assolutamente.
giovedì 4 ottobre 2007
Torino cammina con loro-l'urgenza della libertà
fonte: blogosfere culturaTAM TAM PER LA PACE IN BIRMANIA E NEL MONDO
Domenica 7 Ottobre 2007 alle ore 17 Piazza Castello(in caso di pioggia i portici davanti al Regio)
Vi invitiamo tutti a partecipare al Sitting per la pace e la solidarietà alla Birmania. Per l'occasione indossare o portare un indumento di colore rosso. Ciò che succede in Birmania e non solo, è l'espressione dei danni della strumentalizzazione dell'uomo e la perdita del senso del suo valore ultimo.
Quando un uomo diventa una marionetta da istruire, sfruttare, macellare come strumento di guerra, allora la “società” è di gran lunga più importante dell'individuo. Le guerre non sono altro che l'espressione di proiezioni esterne dell' AVIDITA', dell' INVIDIA e dell' IGNORANZA dell'uomo, veleni questi che producono processi conflittuali di potere che possono solo condurre il mondo al Caos ed alla Guerra, se invece la “società” esiste per l'individuo, allora la funzione della società non è costringerlo a conformarsi ad un qualunque schema ma, dargli il senso, l'urgenza della libertà.
Diciamo Basta alla dittatura in Birmania, alle guerre nel mondo! Libertà per gli uomini di tutto il mondo dal giogo dell'Ignoranza, dell'Avidità, dell'Invidia. Questa manifestazione è indetta dai gruppi di Meditazione Buddhista del Piemonte, l'invito è rivolto a tutti gli esseri sensibili.
Per informazioni tel. A: Dojo “ il cerchio vuoto ” 333 5218111/ 3397022355 Dojo Zenshin 3472689306
Domenica 7 Ottobre 2007 alle ore 17 Piazza Castello(in caso di pioggia i portici davanti al Regio)
Vi invitiamo tutti a partecipare al Sitting per la pace e la solidarietà alla Birmania. Per l'occasione indossare o portare un indumento di colore rosso. Ciò che succede in Birmania e non solo, è l'espressione dei danni della strumentalizzazione dell'uomo e la perdita del senso del suo valore ultimo.
Quando un uomo diventa una marionetta da istruire, sfruttare, macellare come strumento di guerra, allora la “società” è di gran lunga più importante dell'individuo. Le guerre non sono altro che l'espressione di proiezioni esterne dell' AVIDITA', dell' INVIDIA e dell' IGNORANZA dell'uomo, veleni questi che producono processi conflittuali di potere che possono solo condurre il mondo al Caos ed alla Guerra, se invece la “società” esiste per l'individuo, allora la funzione della società non è costringerlo a conformarsi ad un qualunque schema ma, dargli il senso, l'urgenza della libertà.
Diciamo Basta alla dittatura in Birmania, alle guerre nel mondo! Libertà per gli uomini di tutto il mondo dal giogo dell'Ignoranza, dell'Avidità, dell'Invidia. Questa manifestazione è indetta dai gruppi di Meditazione Buddhista del Piemonte, l'invito è rivolto a tutti gli esseri sensibili.
Per informazioni tel. A: Dojo “ il cerchio vuoto ” 333 5218111/ 3397022355 Dojo Zenshin 3472689306
Etichette:
camminare,
exbirmania,
freeBurma,
libertà
Iscriviti a:
Post (Atom)

